giovedì 4 aprile 2013

Amicizia

"Normalmente siamo parziali nei rapporti: sto con te e non comprendo il significato della tua presenza per me, ci sto senza la curiosità di capire perché c'è l'altro. A che scopo mi è dato l'altro? Chi è quella faccia che mi sta davanti? Normalmente si pretende tutto dall'altro e ci risentiamo quando ci accorgiamo che l'altro non può rispondere al nostro desiderio. [...] L'altro invece c'è perché, per come è, per come riesce a vivere, rende presente nella tua e nella mia vita Altro da sè. C'è la sua faccia perché ti sia noto che c'è Qualcuno di più grande da cui la verità è salvata, amata, resa vera. E' segno! [...] 
L'altro può venir meno con te. Uno non è grato all'altro perché è sempre disponibile, particolarmente bravo o simpatico, ma perché, tramite lui, arriva a qualcosa di incommensurabile nella sua vita. E' solo quando ti guardo e ti riconosco così, come dato da un Altro, che io posso amare, voler bene! Voler bene vuol dir forse accarezzare? vedere sempre l'altro? o forse voler bene significa affermare il destino dell'altro? [...]
Tu amico sei luogo, dimora del Mistero. Siamo una cosa sola. Tu sei la mia dimora. L'amico è come l'angelo che va da Maria. L'amico, solo attraverso la sua umanità così vera, così piena, ti annuncia, ti documenta con il suo esserci che ciò che il cuore attende c'è. L'amicizia è salva! L'altro diventa la tua dimora, diventa luogo di ospitalità del tuo io, del tuo desiderio e così gli vuoi bene, arrivi a guardare i suoi difetti con distacco, con simpatia. Ogni estraneità, ogni diversità è vinta. 
Per voler bene occorre morire, occorre abbandonare il modo istintivo con cui tratteresti l'altro, l'amico che hai vicino. Per questo occorre mendicare, occorre domandare, domandare a Cristo. Domandare a Cristo"
(Don Luigi Giussani)


lunedì 1 aprile 2013

Corrente...

a volte la sera sei lì, al buio, e pensi...sarebbe meglio andare a dormire, riposare, abbandonarsi all'oblio del sonno. Invece c'è qualcosa, un puntino lampeggiante sul tuo schermo mentale, un bip irritante sul tuo radar, e tu non puoi farci niente...ti metti a letto ma il sonno non arriva...e il silenzio ingigantisce i tuoi pensieri, il buio non concilia il sonno, ma fa solo da schermo su cui visualizzare il viaggiare della tua mente. La razionalità va a farsi un giro, chissà dove poi, e non tornerà se non al nuovo sorgere del giorno, con la luce fredda del mattino. 
Il silenzio a volte è
peggio del rumore che
perlomeno copre il brulicare delle idee
che di notte vengono
che di notte affollano
col loro brusio il cervello e lo martellano 
e fanno sembrar difficile anche ciò che non lo è
e fanno sembrare enormi anche le cose minime

(Max Pezzali - Me la Caverò)

Tic, tac il tempo passa, il sonno non arriva, il pensiero è fisso, mutabile e immobile, sensato e illogico, e richiama alla mente piccoli frammenti di realtà: un abbraccio sincero, un sorriso dolce, un bacio tenero, completamente gratuito. Possono essere fondamenta reali, ma se quello che si costruisce su di esse è un castello onirico a chi gioveranno? Perché sognare a occhi aperti? Perché staccarsi dalla realtà per correre il rischio di non saper più rinunciare a un sogno...che non è reale?
Ne "L'inverno del nostro scontento" John Steinbeck scrive: "Che cosa complicata l'essere umano, è un insieme di segnali diversi [contraddittori] di cui noi possiamo interpretarne solo pochi, e nemmeno in modo accurato"
Forse è proprio questo il "non punto"...l'interpretazione! Non è un problema di interpretare...il punto è starci davanti col cuore aperto, vivere le circostanze e "lasciare a Dio gli adempimenti" (C. Balbo). 
E quindi andare a dormire...e riposare.
Buonanotte