lunedì 1 aprile 2013

Corrente...

a volte la sera sei lì, al buio, e pensi...sarebbe meglio andare a dormire, riposare, abbandonarsi all'oblio del sonno. Invece c'è qualcosa, un puntino lampeggiante sul tuo schermo mentale, un bip irritante sul tuo radar, e tu non puoi farci niente...ti metti a letto ma il sonno non arriva...e il silenzio ingigantisce i tuoi pensieri, il buio non concilia il sonno, ma fa solo da schermo su cui visualizzare il viaggiare della tua mente. La razionalità va a farsi un giro, chissà dove poi, e non tornerà se non al nuovo sorgere del giorno, con la luce fredda del mattino. 
Il silenzio a volte è
peggio del rumore che
perlomeno copre il brulicare delle idee
che di notte vengono
che di notte affollano
col loro brusio il cervello e lo martellano 
e fanno sembrar difficile anche ciò che non lo è
e fanno sembrare enormi anche le cose minime

(Max Pezzali - Me la Caverò)

Tic, tac il tempo passa, il sonno non arriva, il pensiero è fisso, mutabile e immobile, sensato e illogico, e richiama alla mente piccoli frammenti di realtà: un abbraccio sincero, un sorriso dolce, un bacio tenero, completamente gratuito. Possono essere fondamenta reali, ma se quello che si costruisce su di esse è un castello onirico a chi gioveranno? Perché sognare a occhi aperti? Perché staccarsi dalla realtà per correre il rischio di non saper più rinunciare a un sogno...che non è reale?
Ne "L'inverno del nostro scontento" John Steinbeck scrive: "Che cosa complicata l'essere umano, è un insieme di segnali diversi [contraddittori] di cui noi possiamo interpretarne solo pochi, e nemmeno in modo accurato"
Forse è proprio questo il "non punto"...l'interpretazione! Non è un problema di interpretare...il punto è starci davanti col cuore aperto, vivere le circostanze e "lasciare a Dio gli adempimenti" (C. Balbo). 
E quindi andare a dormire...e riposare.
Buonanotte